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decreto liquidità

Organo di controllo e limiti all’uso del contante

Nella circolare di dicembre facciamo il punto sull’obbligo di nominare un organo di controllo nelle SRL, sui limiti all’uso del contante e altre importanti incombenze.

Scadenze princiali

  • 16 dicembre: versamento Iva mensile, ritenute, contributi
  • 16 dicembre: versamento saldo Imu/Tasi
  • 27 dicembre: versamento acconto Iva

Nomina obbligatoria dell’organo di controllo/revisore nelle SRL

Nella circolare di luglio vi avevamo informato sulla nomina obbligatoria dell’organo di controllo/revisore nelle SRL. La nomina dell’organo di controllo, ricorrendone i presupposti, scade il 16 dicembre prossimo, ed è obbligatoria se la società:

– è tenuta a redigere il bilancio consolidato

– controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti

– ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

  • totale attivo delle Stato Patrimoniale euro 4.000.000
  • ricavi delle vendite/prestazioni euro 4.000.000
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio 20 unità.

L’obbligo viene meno se per tre esercizi consecutivi non si è superato alcun limite.

Qualora non venga convocata dal consiglio di amministrazione o dall’amministratore unico l’assemblea per la nomina dell’organo di controllo, chiunque può presentare denuncia al Tribunale; in tal caso il Tribunale revoca gli amministratori in carica e nomina un amministratore giudiziario per convocare l’assemblea ed eleggere nuovi amministratori e organo di controllo.

Limite all’utilizzo del contante

A partire dal 1 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il limite all’utilizzo di contante è di 2.000,00 euro; a decorrere dal 1 gennaio 2022, il limite scende a 1.000,00 euro.

Lotteria degli scontrini

Dal 1 gennaio 2020 i contribuenti, persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni/servizi fuori dall’esercizio dell’attività di impresa, arte, professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, possono partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.

Il contribuente comunica il proprio codice fiscale all’esercente che provvede a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione/prestazione. I premi attribuiti sono esenti da qualsiasi prelievo erariale. L’esercente che rifiuti il codice fiscale del cliente o che non trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione/prestazione, è passibile di una sanzione da 100,00 a 500,00 euro; la sanzione non si applica sino al 30 giungo 2020.

I clienti che utilizzeranno strumenti di pagamento elettronico parteciperanno ad estrazioni aggiuntive di premi speciali.

Deducibilità delle spese legali

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (sentenza 26 settembre 2019, numero 24003, Quinta sezione Civile) ha stabilito che le spese legali sono deducibili dal contribuente solo a prestazione conclusa, ovvero quando l’attività dell’avvocato è terminata per l’esaurimento o la cessazione dell’incarico professionale. La deducibilità è quindi da valutare in riferimento al momento in cui le prestazioni sono ultimate, in rapporto ai singoli gradi di giudizio, ossia al momento della pronunzia che chiude ciascun grado.

Inventario di magazzino

Con l’approssimarsi della fine dell’anno tutte le aziende, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, devono redigere con la massima diligenza l’inventario fisico delle rimanenze di magazzino con riferimento alla data di chiusura dell’esercizio (31 dicembre 2019). È quindi necessario provvedere alla valutazione delle giacenze di magazzino relativamente a:

  • merci
  • materie prime
  • prodotti in corso di lavorazione
  • lavori e servizi in corso su ordinazione e prodotti finiti esistenti alla data del 31 dicembre 2019 presso l’impresa, i suoi magazzini e depositi, le sue eventuali unità locali, ovvero anche presso terzi (per esempio in conto deposito o in conto lavorazione).

La valutazione delle rimanenze a fine esercizio dà l’occasione per verificare che la giacenza effettiva corrisponda a quella contabile.

Ai fini della valutazione delle giacenze sono esclusi i beni esistenti presso la società ma giuridicamente di proprietà di terzi, come beni ricevuti in deposito, beni in lavorazione, beni in conto visione.

Le rimanenze possono essere valutate al costo storico ovvero, se minore, al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato. Per calcolare il costo delle rimanenze il metodo più attendibile è quello della valutazione a costi specifici, ma è adatto per imprese con pochi prodotti ed a valore unitario elevato (per esempio le imprese edili). In alternativa è possibile utilizzare i seguenti metodi:

  • Costo medio ponderato
  • Prima entrato, prima uscito (FIFO)
  • Ultimo entrato, ultimo uscito (LIFO)
  • Prezzo al dettaglio (facoltà prevista per i commercianti al minuto)

Alla luce di quanto sopra esposto si invitano i Gentili Clienti a predisporre l’inventario con la massima cura e precisione, tenendo conto che, sotto il profilo fiscale, il dettaglio delle rimanenze deve essere conservato ed eventualmente esibito per far fronte ad accessi, ispezioni, verifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Lo Studio è a vostra disposizione per ogni chiarimento: 030. 8920686/ 030. 826811.

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