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circolare Oracon

Circolare Oracon sugli adempimenti di dicembre

Nella circolare di dicembre, oltre alle scadenze, parliamo di estinzione dei libretti al portatore, acconto IVA, ristrutturazioni e inventario di magazzino.

Scadenze principali

16 dicembre: versamento Iva mensile, ritenute, contributi, versamento saldo 2018 Imu,Tasi.
27 dicembre: acconto Iva 2018.

Libretti al portatore

Entro il 31 dicembre 2018 i libretti al portatore, bancari o postali, dovranno essere estinti, pena sanzioni da 250 a 500 euro. L’obbligo di estinzione è legato alle misure di contrasto al riciclaggio.

Ristrutturazioni anno 2018 – obbligo comunicazione Enea

Le informazioni relative a ristrutturazioni edilizie che comportano un risparmio energetico, effettuate nell’anno 2018, devono essere trasmesse all’ENEA attraverso il sito ristrutturazioni2018.enea.it, operativo dal 21 novembre 2018.
La trasmissione dei dati deve avvenire entro il termine di 90 giorni dalla data di ultimazione lavori o del collaudo.
Per gli interventi già conclusi, il termine di 90 giorni decorre dalla data del 21 novembre 2018. La mancata comunicazione dei dati comporta la decadenza dai benefici fiscali.

Acconto IVA

Riepiloghiamo in breve le norme relative all’acconto Iva, in scadenza 27 dicembre 2018, per il quale sono previste tre modalità:

    • dati storici
    • dati previsionali
    • dati effettivi

Versamento minimo: l’acconto non va versato se di importo inferiore a 103,29 euro

Esoneri

Sono esonerati dal versamento i soggetti che

  1. hanno cessato l’attività entro il 30 novembre dell’anno in corso se mensili, ovvero entro il 30 settembre se trimestrali
  2. hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno
  3. nell’anno precedente hanno evidenziato un credito o un debito di imposta inferiore a 117,38 euro
  4. prevedono di chiudere l’anno in corso con un credito o un debito di imposta inferiore a 117,38 euro
  5. utilizzano il regime dei minimi o il regime forfettario per i contribuenti di piccole dimensioni
  6. soggetti che hanno effettuato operazioni attive esclusivamente nei confronti della PA con il regime dello split payment.

Dati storici

L’acconto è pari all’88% del versamento dovuto per il mese di dicembre (mensili) o per il quarto trimestre (mensili) dell’anno precedente, al lordo dell’eventuale acconto.

Dati previsionali

Qualora il contribuente stimi che l’importo da versare per la liquidazione di dicembre o del quarto trimestre o da dichiarazione sia inferiore rispetto a quanto versato relativamente al mese di dicembre o al quarto trimestre o relativamente alla dichiarazione dell’anno precedente, può versare l’88% di questo minor valore.

Dati effettivi

L’acconto è calcolato sulla base delle operazioni realmente effettuate alla data del 20 dicembre e sarà pari al 100% dell’importo risultante da apposita liquidazione, da effettuare entro il 27 dicembre, che tenga conto dell’Iva sia a credito che a debito delle operazioni

a) annotate sul registro delle fatture emesse (o corrispettivi) dal 1 al 20 dicembre per i mensili, dal 1 ottobre al 20 dicembre per i trimestrali
b) effettuate dal 1 novembre al 20 dicembre ma non ancora registrate o fatturate, perché i relativi termini non sono ancora scaduti
c) annotate sul registro degli acquisti dal 1 al 20 dicembre per i mensili o dal 1 ottobre al 20 dicembre per i trimestrali.

Il versamento va effettuato in unica soluzione. L’acconto verrà poi detratto dalla liquidazione definitivamente determinata con riferimento al periodo cui lo stesso si riferisce.

Inventario di magazzino

Con l’approssimarsi della fine dell’anno tutte le aziende, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, devono redigere con la massima diligenza l’inventario fisico delle rimanenze di magazzino con riferimento alla data di chiusura dell’esercizio (31 dicembre 2018).

È quindi necessario provvedere alla valutazione delle giacenze di magazzino relativamente a :
– merci
– materie prime
– prodotti in corso di lavorazione
– lavori e servizi in corso su ordinazione e prodotti finiti esistenti alla data del 31 dicembre 2018 presso l’impresa, i suoi magazzini e depositi, le sue eventuali unità locali, ovvero anche presso terzi (per esempio in conto deposito o in conto lavorazione).

La valutazione delle rimanenze a fine esercizio dà l’occasione per verificare che la giacenza effettiva corrisponda a quella contabile.

Ai fini della valutazione delle giacenze sono esclusi i beni esistenti presso la società ma giuridicamente di proprietà di terzi, come beni ricevuti in deposito, beni in lavorazione, beni in conto visione.
Le rimanenze possono essere valutate al costo storico ovvero, se minore, al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.

Per calcolare il costo delle rimanenze il metodo più attendibile è quello della valutazione a costi specifici, ma è adatto per imprese con pochi prodotti ed a valore unitario elevato (per esempio le imprese edili).

In alternativa è possibile utilizzare i seguenti metodi:
– Costo medio ponderato
– Prima entrato, prima uscito (FIFO)
– Ultimo entrato, ultimo uscito (LIFO)
– Prezzo al dettaglio (facoltà prevista per i commercianti al minuto)

Alla luce di quanto sopra esposto suggeriamo di predisporre l’inventario con la massima cura e precisione, tenendo conto che, sotto il profilo fiscale, il dettaglio delle rimanenze deve essere conservato ed eventualmente esibito per far fronte ad accessi, ispezioni, verifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Lo Studio è a vostra disposizione per ogni chiarimento: 030. 8920686/ 030. 826811.

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